Per Bersani è "castrofe morale"
Monti: "La situazione attuale è molto simile a Tangentopoli"
"L'evidenza è molto simile a Tangentopoli, la speranza è minore, perché nel '92 e '93 c'è stata come un'azione liberatoria. Invece l'azione della magistratura è andata avanti, la coscienza degli italiani che dovrebbero guidare gli italiani, dei politici, si è molto seduta e siamo qui di nuovo. Speriamo che venga meno un sistema di potere se genera queste cose". E' quanto ha affermato questa mattina Mario Monti, ospite della trasmissione televisiva 'Agorà' su Raitre. E ha aggiunto:"Che le tangenti esistano in molti paesi è la realtà, ma che sia inevitabile lo rifiuto. Leggi Così Monti prepara una grande opa postelettorale sui resti “ribelli” del Pdl di Salvatore Merlo - Leggi Pd, che fare con Monti di Claudio Cerasa
10 AGO 20

"L'evidenza è molto simile a tangentopoli, la speranza è minore, perché nel '92 e '93 c'è stata come un'azione liberatoria. Invece l'azione della magistratura è andata avanti, la coscienza degli italiani che dovrebbero guidare gli italiani, dei politici, si è molto seduta e siamo qui di nuovo. Speriamo che venga meno un sistema di potere se genera queste cose". E' quanto ha affermato questa mattina Mario Monti, ospite della trasmissione televisiva 'Agorà' su Raitre. E ha aggiunto: "Che le tangenti esistano in molti paesi è la realtà, ma che sia inevitabile lo rifiuto. Un Paese deve agire sul piano internazionale, mentre vedo nel dibattito in corso un certo provincialismo: uno che ha governato l'Italia come Berlusconi deve rendersi conto che un paese come l'Italia, che è nel G8, ha il dovere di combattere la corruzione anche a livello internazionale". Monti ne ha avuto anche per il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo: "Con lui – ha detto il premier uscente – si è passati dalla partitocrazia a una sorta di 'partitorazzia' in cui tutto ciò che riguarda i partiti è da abbattere". E ha aggiunto: "Chi vuol cambiare le cose vota per i riformatori, chi vuol protestare voterà per Grillo. Ma la politica resta tuttavia essenziale per dare gli indirizzi, ma non deve gestire".
Tornando sulla vicenda delle presunte tangenti che avrebbe investito Finmeccanica, Monti ha affermato: "Sul piano internazionale un Paese può cadere nel ridicolo e avevamo atteggiamenti ridicoli, che non rientrano nella prassi dei comportamenti delle personalità pubbliche". E ha poi sottolineato la necessità di combattere quelli che ha definito come "flussi di ritorno" per eventuali tangenti pagate su affari all'estero, che "se ci fossero state serie leggi anticorruzione sarebbero stati un po' difficili". Poi, sempre su Finmeccanica: "Non ricordo moniti pressanti della CGIL al Governo su Finmeccanica. E il ministero del Tesoro ha fatto tutto quello che era in suo potere fare per cambiare la governance di Finmeccanica". Monti ha poi rassicurato: "Se saremo ancora al governo, faremo in modo che la distanza dei partiti dalle aziende pubbliche sia ancora maggiore, disciplinandola anche in maniera legislativa". Monti ha così ribadito la volontà di affrontare il problema della corruzione con provvedimenti sul "falso in bilancio, regolando fenomeni come l'autoriciclaggio".
Poi, commentando le stime di crescita dell'Italia, Monti ha detto: "Le previsioni dell'Istat che parlano di un pil in calo dell'1% nel 2013 non sono in contraddizione con quelle del Fondo Monetario Internazionale. L'Fmi dice che, se le riforme strutturali intraprese da questo governo saranno portate a compimento fino in fondo, il Pil italiano crescerà del 5,5 per cento in più di quanto crescerebbe normalmente. L'Istat ha dato quei numeri, è ovvio che un Paese nel quale si e' dovuto mettere a posto i conti pubblici non si e' potuto dare delle misure di crescita".
Tornando alla politica e all'operato del governo da lui guidato, Monti ha dichiarato: "Sono molto più ferito quando dei cialtroni dicono di aver lasciato l'Italia in buone condizioni nell'autunno del 2011 e poi io l'ho mandata a male, che non inorgoglito se Obama dice che ho gestito bene l'Italia, anche se ovviamente fa piacere". E ancora: "Se vincesse il centrodestra l'Italia tornerebbe a rischio come nel novembre 2011 e si fermerebbero le riforme in grado di far crescere il Paese. Se vincesse il Pd con Vendola, invece, i conti sarebbero più al sicuro, ma non si proseguirebbe sulla strada delle riforme strutturali". E riferendosi nuovamente a Berlusconi e al Pdl: "Se Silvio Berlusconi è pronto a cedere il passo ad Angelino Alfano la redenzione e' possibile per tutti. Se ci fosse anche soltanto una parvenza di tentativo di rispetto una delle promesse fatte – ha aggiunto poi riferendosi ad un'eventuale vittoria del centrodestra – prevedo seri problemi per i tassi di interesse e scarsa ulteriore strada per le riforme per la crescita.
In merito alla possibilità di una coalizione col Pd da mettere in piedi dopo il voto, Monti ha detto: "Con quella coalizione è difficile fare una alleanza, però tutto dipende. Dipende se ci sono le riforme che noi vogliamo perché ci tengo a fare queste riforme. In questo momento non abbiamo in corso dialoghi sulle alleanze. Se ci sarà un insieme di forze politiche che condivideranno quelle riforme tutto è possibile. Senza un mercato del lavoro più flessibile – ha aggiunto Monti – non si servono gli interessi dei lavoratori". E tornando sul Pd e sulle polemiche innescate dal suo riferimento alle radici comuniste: "So benissimo che il Pd è nato nell'ottobre, forse il 14 ottobre 2007. Da quella indignazione seguita alla pronuncia della data del 1921, deduco che è nato da zero". Poi di nuovo un affondo al Cav.: "E' ridicolo Berlusconi quando si presenta come la diga al comunismo. Ci sono elementi culturali importanti nel centrosinistra che derivano da una azione molto illustre di politica antecedente al 2007".
Immediata la replica dell'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi alle parole del professore dai microfoni di Radio Anch'io: "Questo è Monti, che avevamo tutti sovrastimato, era il deus ex machina di un governo tecnico, è sceso in politica smentendo tutte le garanzie date, dovrebbe dimettersi da senatore a vita perché io non avrei mai controfirmato la sua nomina a senatore a vita se avessi saputo che scendeva in poltica". Berlusconi ha poi fatto un parallelo con l'ex premier Romano Prodi: "Di lui si diceva 'ha una bonomia che viene fuori dai suoi artigli', ecco per Monti vale 'ha una cattiveria che viene fuori da ogni sua dichiarazione'".
Immediata la replica dell'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi alle parole del professore dai microfoni di Radio Anch'io: "Questo è Monti, che avevamo tutti sovrastimato, era il deus ex machina di un governo tecnico, è sceso in politica smentendo tutte le garanzie date, dovrebbe dimettersi da senatore a vita perché io non avrei mai controfirmato la sua nomina a senatore a vita se avessi saputo che scendeva in poltica". Berlusconi ha poi fatto un parallelo con l'ex premier Romano Prodi: "Di lui si diceva 'ha una bonomia che viene fuori dai suoi artigli', ecco per Monti vale 'ha una cattiveria che viene fuori da ogni sua dichiarazione'".
Per Pier Luigi Bersani, intervenuto in mattinata a Repubblica tv, non si tratta invece di una nuova Tangentopoli ma di una “catastrofe morale” e, “quando sento chi giustifica le tangenti – ha aggiunto il segretario del Pd -, si capisce da dove viene il problema”.
"Questi lunghi anni della destra – ha detto Bersani nel corso del suo intervento di fronte alle telecamere di Repubblica Tv - ci hanno consegnato una situazione che assomiglia a una catastrofe economica, etica, morale e sociale". “Non credo che questa si spossa definire come una Tangentopoli simile a quegli anni. Ma c'è stato un abbassamento di tensione su corruzione e tangenti".
Pier Luigi Bersani ha poi nuovamente risposto a Silvio Berlusconi che ieri aveva parlato di tangenti come di un “fenomeno che esiste”. “Inutile che Berlusconi dica 'lo fan tutti', un accidente! – ha detto Bersani - Abbiamo firmato convenzioni internazionali contro la corruzione: se ci sono delle cose bisogna estirparle, bisogna metterla sul pulito. E se qualcun altro lo sta facendo, poniamo noi la questione a livello internazionale".
Una replica da parte del segretario del Pd è arrivata anche a Mario Monti che, in caso di vittoria di Bersani e Vendola, aveva detto che “non si proseguirebbe sulla strada delle riforme strutturali”. “E' abbastanza stucchevole che dicano tutti i giorni che la questione sia Vendola – ha esordito Bersani - Io che mi stacco da Vendola? Ma vogliamo scherzare, non esiste. Abbiamo fatto un patto e noi siamo gente che fa quello che dice".
"Io l'alleanza l'ho fatta con Vendola e non abbiamo scherzato – ha inoltre aggiunto Bersani -, l'abbiamo fatta con le primarie. L'abbiamo fatta con un governatore, un europeista e certamente con un uomo di sinistra. Poi l'ho fatta con Tabacci e Nencini. Questa e' la nostra foto di gruppo. Sono sicuro che questa coalizione reggerà più delle altre, anche perché- ha poi concluso - è nata da un bagno di popolo".
"Questi lunghi anni della destra – ha detto Bersani nel corso del suo intervento di fronte alle telecamere di Repubblica Tv - ci hanno consegnato una situazione che assomiglia a una catastrofe economica, etica, morale e sociale". “Non credo che questa si spossa definire come una Tangentopoli simile a quegli anni. Ma c'è stato un abbassamento di tensione su corruzione e tangenti".
Pier Luigi Bersani ha poi nuovamente risposto a Silvio Berlusconi che ieri aveva parlato di tangenti come di un “fenomeno che esiste”. “Inutile che Berlusconi dica 'lo fan tutti', un accidente! – ha detto Bersani - Abbiamo firmato convenzioni internazionali contro la corruzione: se ci sono delle cose bisogna estirparle, bisogna metterla sul pulito. E se qualcun altro lo sta facendo, poniamo noi la questione a livello internazionale".
Una replica da parte del segretario del Pd è arrivata anche a Mario Monti che, in caso di vittoria di Bersani e Vendola, aveva detto che “non si proseguirebbe sulla strada delle riforme strutturali”. “E' abbastanza stucchevole che dicano tutti i giorni che la questione sia Vendola – ha esordito Bersani - Io che mi stacco da Vendola? Ma vogliamo scherzare, non esiste. Abbiamo fatto un patto e noi siamo gente che fa quello che dice".
"Io l'alleanza l'ho fatta con Vendola e non abbiamo scherzato – ha inoltre aggiunto Bersani -, l'abbiamo fatta con le primarie. L'abbiamo fatta con un governatore, un europeista e certamente con un uomo di sinistra. Poi l'ho fatta con Tabacci e Nencini. Questa e' la nostra foto di gruppo. Sono sicuro che questa coalizione reggerà più delle altre, anche perché- ha poi concluso - è nata da un bagno di popolo".
Leggi Così Monti prepara una grande opa postelettorale sui resti “ribelli” del Pdl di Salvatore Merlo - Leggi Pd, che fare con Monti di Claudio Cerasa